Diagnosi Termografica degli Edifici

Diagnosi termografica, o termografia, applicata agli edifici

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La termografia è una tecnica diagnostica non invasiva che fornisce la distribuzione delle temperature sulle superfici misurando la radiazione infrarossa emessa dai corpi. La termografia trova applicazioni in diversi settori, tra cui quello dell’edilizia (individuazione dei ponti termici, verifica di distacchi di intonaci e piastrelle, verifica posa materiali, valutazione umidità muraria, individuazione dispersioni termiche,..), in campo elettrico (fotovoltaico, ricerca falsi contatti nei quadri elettrici, surriscaldamento di impianti elettrici) ed in meccanica (verifica surriscaldamento componenti meccanici). Lo strumento utilizzato per valutare la distribuzione delle temperature superficiali è la termocamera. La termocamera permette di generare mappe in bianco e nero o a falsi colori. In edilizia, la corretta interpretazione di queste mappe o termogrammi permette di individuare eventuali anomalie o differente degrado di pareti. Nel nostro caso questo è il settore di maggiore interesse.

Nella immagine seguente viene indicata la procedura generale per l’ispezione di immagini termiche negli esami termografici (Fonte: presentazione di Roberto Ricca, scaricabile nella sezione Approfondimenti):

Vantaggi e svantaggi della termografia
È importante sottolineare il fatto che l’analisi termografica è una indagine qualitativa, dal momento che fornisce solo misure superficiali, mentre le anomalie presenti in profondità saranno visibili solo in regime transitorio. Inoltre le prove sono condizionate dai differenti fattori climatici e devono essere soddisfatti determinati requisiti di prova prima di procedere con l’indagine (Fonte: presentazione di Roberto Ricca):

  • per almeno 24 ore prima dell’inizio della prova, la temperatura dell’aria esterna non deve essere maggiore di oltre ± 10ºC, rispetto alla temperatura all’inizio della prova. Per struttura pesanti con grande massa termica, è necessario tenere conto degli effetti di immagazzinamento di calore;
  • per almeno 24 h prima dell’inizio della prova, e durante la prova stessa, la differenza di temperatura dell’aria attraverso l’involucro edilizio non deve essere minore del valore numerico di 3/U, dove U rappresenta il valore teorico del coefficiente di trasmissione termica della parete, espresso in W/(m2•K) e comunque mai minore di 5ºC;
  • per almeno 12 h prima dell’inizio della prova e durante la prova, le superfici dell’involucro in esame, non dovrebbero essere esposte alla radiazione solare diretta;
  • durante la prova, la temperatura dell’aria esterna ed interna non devono variare, rispetto ai valori rilevati all’inizio della prova, di oltre ± 5ºC e ± 2ºC rispettivamente. Gli effetti delle variazioni di temperatura durante la prova, possono essere verificati sovrapponendo l’immagine definitiva e quella iniziale. Se la variazione è minore di 1ºC o 2ºC, il requisito di prova si considera soddisfatto.

I principali vantaggi della diagnosi termografica possono essere invece così riassunti:

  • è una tecnica non invasiva dal momento che le misure di temperatura vengono fatte senza contatto con l’oggetto indagato e sono ripetibili nel tempo;
  • non devono essere utilizzato ponteggi o sistemi di elevazione;
  • rapidità di esecuzione, con la valutazione in tempo reale della distribuzione di temperatura;
  • non è necessario bloccare le normali attività in corso nell’edificio;
  • se correttamente utilizzata identifica e localizza il problema;
  • utilizzata in fase preventiva può individuare eventuali problemi prima che si verifichino.

Quadro normativo termografia in edilizia
La principale normativa tecnica in ambito Comunitario per la termografia è la UNI EN 13187:2000 ("Prestazione termica degli ediici - Rivelazione qualitativa delle irregolarità termiche negli involucri edilizi - Metodo all’infrarosso"), che definisce un metodo qualitativo che utilizza un esame termografico, per la rivelazione delle irregolarità termiche degli involucri edilizi. Essa si applica alla determinazione della posizione delle irregolarità termiche e delle infiltrazioni di aria attraverso un involucro edilizio. La norma non si applica alla determinazione del livello di isolamento termico e della tenuta all’aria di una struttura edilizia. Se volete approfondire la normativa potete scarica il documento Quadro Normativo Termografia che si trova nella sezione relativa agli approfondimenti.

Termocamera
La termocamera ad infrarossi è lo strumento utilizzato per le indagini termografiche. Tale dispositivo "cattura" l’energia infrarossa emessa da un corpo, convertendola in un segnale elettronico che viene successivamente elaborato a fine di costruire una mappa termografica visualizzata sul display della stessa fotocamera. La qualità dell’immagine ottenuta dipende da una serie di parametri, tra cui:

  • tipologia di sensore: microbolometrico in ossido di vanadio o silicio amorfo (più comune), a cella singola (scansione meccanica) e a matrice di punti. I sensori possono essere sia raffreddati che non raffreddati (il sensore raffreddato ha una sensibilità termica superiore a quello non raffreddato e viene quindi utilizzato per applicazioni di ricerca e sviluppo);
  • sensibilità termica: rappresenta la capacità di distinguere una minima differenza di temperatura tra 2 punti adiacenti;
  • risoluzione geometria del sensore: in commercio sono disponibili termocamere con risoluzioni di 160 x 200, 320 x 240 e 640 x 480 pixel. Maggiore è la risoluzione migliore sarà la qualità delle immagini (ovviamente il costo della fotocamera aumenta);
  • range spettrale: rappresenta l’intervallo dell’infrarosso che la termo camera analizza, si distinguono il vicino infrarosso (2-5 μm) e il lontano infrarosso (8-12,14 μm);
  • IFOV (Instantaneous Field Of View / Campo Visivo Istantaneo): rappresenta l’angolo solido, vale a dire quanto è grande ad una data distanza la superficie di un singolo pixel del sensore. Rappresenta in pratica la porzione di campo visivo che corrisponde ad ogni singolo pixel. È importante che l’IFOV sia molto più piccolo della superficie del soggetto proiettata sul sensore. È quindi importante scegliere l’obbiettivo e la risoluzione adeguati al soggetto di ripresa per non incorrere in immagini termografiche scadenti e non interpretabili;
  • ottica della fotocamera: normalmente sono montate ottiche fisse. La termocamera deve avere una adeguata ottica in relazione ai campi di intervento che si vogliono analizzare;
  • frequenza di acquisizione: rappresenta il numero di termogrammi acquisiti dalla termocamera nell’unità di tempo. Maggiore è la frequenza di acquisizione, maggiore sono le tipologie di indagine coperte. Per questo motivo, a parità di costo, sono da preferire le termocamere con frequenza di acquisizione uguale o superiore a 60 Hz.

Rihiedi preventivo termografia
Per richiedere un preventivo per una indagine termografica è sufficiente cliccare sul seguente link: preventivo termografia.


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