In arrivo il nuovo APE

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A partire dal 1º ottobre 2015 (inizialmente era previsto dal 1º luglio 2015) cambieranno ancora le regole per la certificazione energetica. Il nuovo APE avrà un volto completamente nuovo e sono previsti nuovi standard minimi di prestazione energetica che gli edifici di nuova costruzione e quelli ristrutturati dovranno raggiungere per rispettare le disposizioni della direttiva sugli edifici a energia quasi zero. L’Italia, con il DL 63/2013, convertito nella Legge 3 agosto 2013, n.90, ha recepito la Direttiva Europea 2010/31/CE ("Direttiva Edifici a Energia Quasi Zero"), che impone che a partire dal 31/12/2018, gli edifici pubblici di nuova costruzione occupati, compresi gli edifici scolastici, debbano edifici a energia quasi zero, ovvero edifici ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico venga coperto in larga misura da fonti di energia rinnovabili. Dal 1º gennaio 2021 tale obbligo dovrà essere esteso a tutti gli edifici di nuova costruzione (per la Lombardia tale obbligo è stato anticipato al 2015, grazie a 2 leggi regionali).

Il Decreto Legge n. 63 modifica i contenuti del DLgs 192/2005 ed è coordinato con la legge di conversione 3 agosto 2013, n.90. Con l’uscita di questo decreto legge si è avuto il passaggio dall’Attestato di Certificazione Energetica (ACE), all’Attestato di Prestazione Energetica (APE). L’uscita dei Decreti Attuativi indicati nella Legge 90/2013, uscita prevista per il 1º luglio 2013, porterà ad una vera e propria rivoluzione nel mondo della certificazione energetica.

Decreti Attuativi
I nuovi decreti attuativi sostituiranno il DPR 59/2009, che ad oggi definisce i requisiti minimi e le metodologie per il calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici e le linee guida DM 26/06/2009. Il nuovo DECRETO REQUISITI MINIMI tratterà argomenti, quali:

  • metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici: raccomandazioni CTI 14/2013, UNI TS 11300 1-2-3-4 e UNI EN 15193 sui requisiti energetici per l’illuminazione;
  • certificazione dei software commerciali per la certificazione energetica degli edifici (a questo proposto ricordo che il DOCET, non essendo stata ancora rilasciata la nuova versione, non potrà essere usato per produrre il nuovo APE);
  • indici di prestazione energetica, tra cui EPH (indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale dell’edificio), EPC (indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva dell’edificio), EPW (indice di prestazione energetica per la produzione di acqua calda sanitaria), EPV (indice di prestazione energetica per la ventilazione), EPL (indice di prestazione energetica per l’illuminazione), EPT (EPC + EPW);
  • edificio di riferimento, identico all’edificio da certificare tranne che per predeterminati parametri energetici ed impiantistici. Viene introdotto l’edificio di riferimento per nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti. È la maggiore novità introdotta con le nuove norme;
  • edifici a energia quasi zero, quelli che rispettano contemporaneamente i requisiti del nuovo decreto (al 2019 per edifici pubblici e al 2021 per tutti gli altri edifici) e gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili secondo il DLgs 28/2011;
  • diagnosi energetica obbligatoria nel caso di ristrutturazione o nuova installazione di impianti termici con potenza termica nominale maggiore o uguale a 100 kW.

Nuove linee guida sull’APE
Questo decreto sostituirà le attuali linee guida sulla certificazione energetica (DM 26/06/2009). L’obiettivo è quello di uniformare le modalità di classificazione energetica degli edifici a livello nazionale e il modello di Attestato di Prestazione Energetica (APE). Le principali novità che verranno inserite in questo decreto possono essere sintetizzate nei seguenti punti:

  • nuovo schema di APE. Il nuovo APE, per quanto riguarda la vendita e la locazione, riporterà uno schema di annuncio per le agenzie immobiliari contenente delle emoticons per rendere più leggibile l’attestato anche ai non addetti. Nello schema verranno inoltre riportati gli indici di prestazione energetica parziali oltre a quello globale ed alla relativa classe energetica;
  • le classi energetiche passeranno da 6 a 10, A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (la peggiore) e nel caso di edificio a energia quasi zero si dovrà spuntare una casella apposita;
  • nuova classificazione energetica sulla base della prestazione energetica globale, espressa sia in termini di energia primaria non rinnovabile;
  • il nuovo APE dovrà riportare i consumi energetici per la climatizzazione estiva oltre che quelli per la climatizzazione invernale;
  • nuovo sistema informativo comune a tutte le regioni (SIAPE) al quale le Regioni dovranno uniformarsi entro due anni. Il SIAPE sarà istituito dall’Enea entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, e sarà raccordato ai catasti regionali degli impianti termici ed in seguito anche con il catasto degli edifici.

Il nuovo APE conterrà quindi la prestazione energetica globale dell’edificio, la qualità energetica del fabbricato, ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento; i dati relativi all’uso di fonti rinnovabili, le emissioni di anidride carbonica e l’energia esportata. Nell’APE dovranno, inoltre, essere indicate le proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, distinguendo le ristrutturazioni importanti dagli interventi di riqualificazione energetica e le informazioni su incentivi di carattere finanziario per realizzarli.

Caratteristiche nuovo APE
Il nuovo APE ha le seguenti caratteristiche:

  • quattro livelli di classe A (A1, A2, A3, A4);
  • fornisce informazioni sulla quantità di energia esportata;
  • fornisce una stima dei consumi energetici annui (in condizioni standard);
  • fornisce dati di dettaglio sugli impianti esistenti (anno di installazione, potenza, codice catasto impianti termici, ...);
  • agli indicatori quantitativi (classe energetica e indice di prestazione globale) affianca indicatori qualitativi ("emoticons").

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